LA GIORNATA DI UN PERFORMER

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LA GIORNATA DI UN PERFORMER

La vita di un artista

ALESSIO RUARO

ALESSIO RUARO
MUSICAL & MUSICAL THEATRE

La giornata di un performer

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di Alessio Ruaro, ballerino, cantante, attore, performer

Molte volte mi è capitato di interfacciarmi con che persone che non considerano l’arte come un lavoro, semplicemente perché non sanno tutta la fatica e l’impegno che c’è dietro. Tralasciando gli anni e anni di studio, di sudore, pianti e sacrifici, vorrei entrare nel dettaglio e farvi una panoramica sulla giornata tipo di un performer.

DURANTE GLI SPETTACOLI
Quando ho uno spettacolo, la mattina è come se non esistesse - a maggior ragione se la sera prima c’è stata una replica. Personalmente, mi alzo al mattino e faccio il mio consueto risveglio muscolare, seguito da un work out per mantenermi tonico e in forma. Dopo una bella doccia, il rituale di bellezza: creme e controcreme, scrub, maschere. Tutto ciò può sembrarvi da persona superficiale, ma in questo lavoro la cura della nostra immagine è importante perché è il nostro biglietto da visita.

Dopodiché sbrigo le commissioni da "persona normale": la spesa, la posta, la banca, lo shopping, il tutto il più velocemente possibile per dirigermi a casa per pranzo, pranzo che, non facendo quasi mai colazione, diventa il pasto principale della giornata. Mangio molto, principalmente carboidrati che mi daranno l’energia per affrontare la giornata e la replica serale.

E finalmente vado a teatro. Una volta arrivato, mi infilo la tuta e vado in sala prove a scaldarmi vocalmente e fisicamente, facendo un altro piccolo work out. Poi mi dirigo in camerino per trucco e capelli. Una volta tirato a lucido, mi dirigo nel retropalco, dove ad aspettarmi c’è il microfonista che mi sistema il microfono e fa un rapido check per essere certi che tutto funzioni a dovere. Subito dopo, inizia una fase molto importante che si chiama "PRESET": consiste nel preparare tutti i cambi abito dello spettacolo, sistemarli nelle zone opportune e predefinite del dietro le quinte insieme all’oggettistica che verrà usata.

Sistemato tutto, mi vesto per la prima scena e dopo un "MERDA, MERDA, MERDA!" (scaramanzia rituale e necessaria) assieme a tutti i miei colleghi, sono pronto ad andare in scena. Questa era la mia routine quando, per esempio, ero sul palco con KISS ME, KATE!.

Alla sera, terminato lo spettacolo, ceno molto leggero, proteine e verdure se sono a casa, mentre ogni tanto mi lascio andare a piccoli strappi alla regola con pizze e hamburger. Molto importante è infine la cura del corpo dopo il lavoro: curare eventuali indurimenti/stiramenti muscolari e idratare le corde vocali.

STUDIO E AGGIORNAMENTO
Invece, nei periodi in cui non ho spettacolo, utilizzo il pomeriggio per adempiere a eventuali commissioni, ma soprattutto lo uso per studiare e aggiornarmi Molto importante per noi artisti è essere costanti nella pratica e nello studio, per evitare di "arrugginirsi" o semplicemente adagiarsi sugli allori, in quanto c’è sempre qualcosa di migliorare. Vado a lezione di canto, a lezione di danza per professionisti, a lezione da un acting coach e pratico pilates e yoga per alleviare lo stress. Ritaglio anche del tempo per arricchire il mio portfolio di monologhi e canzoni per le audizioni, in modo da essere sempre pronto quando esce un nuovo bando.

Nella pratica, nella formazione e nell’aggiornamento resta fondamentale rivolgersi a professionisti, veri e propri "teacher", insegnanti, vocal coach etc. Cosi come credo sia fondmentale praticare discipline affini alla danza ad esempio, come il pilates, per alleviare lo stress si ma anche per trarre effettivi benefici per il corpo che aiutino poi anche nelle performance.

Un altro metodo di studio che uso è quello di leggere tanto, vedere molti film/serie tv e ascoltare molta musica; anche così si impara molto. Difatti, “rubando” e facendo tue le performance degli altri accresci il tuo bagaglio professionale. Tante volte, alla sera, dedico molto tempo a una mia altra grande passione: la scrittura. Mi aiuta a sfogarmi e a dar sfogo a tutta la mia creatività che mi contraddistingue.

Quindi, care persone che dite che l’arte non è un lavoro, vi do ragione.
Non è solamente una professione, è di più. E’ UNO STILE DI VITA.


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